Documentario su Albori (SA) Costiera Amalfitana

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Incerte le origini del toponimo: l’ipotesi più affascinante è quella che lo fa derivare da Arvo, un argonauta al seguito di Giasone che, attratto dalla bellezza del luogo, vi si sarebbe stabilito dopo una tempesta. Albolo sarebbe invece il personaggio goto o longobardo che avrebbe dato il nome al casale. Il nome potrebbe anche designare il luogo in cui anticamente si andava a far legname – albores, alberi – per costruire le navi. O infine richiamare Albola, una sorgente di acqua minerale esistente nella zona.

Produzione: Kronos Film

Regia: Guido Maria Valletta

Conduttrice: Cinzia Morena

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Descrizione

Prima della storia c’è il mito. La bellezza struggente del luogo ha fatto sorgere leggende sulle sue origini. Come quella di Giasone, che con i suoi cinquanta Argonauti sarebbe stato sbalzato qui dalla collera del vento, il dio Eolo.

Innamoratosi di questi lidi, Giasone fondò Marcina e vi edificò un tempio dedicato a Hera Argiva. Un’altra leggenda racconta che i due maestosi scogli al largo della costa furono posti da Poseidone, dio greco del mare, per ricordare i due fratelli pastori che si immolarono per salvare una fanciulla dalla furia del mare.

In realtà, furono la posizione raccolta e facilmente difendibile e l’abbondanza d’acqua a convincere gli Etruschi a fondare qui un avamposto per i loro commerci. Occupata dai Sanniti e poi abitata dai Romani, l’antica Marcina – questo il nome latino – era collocata dove oggi è la Marina di Vietri. Rinomata per ricchezza, eleganza e lusso, Marcina, antenata classica di Vietri sul Mare, fu un importante centro di commercio marittimo e terrestre.

La città fu rasa al suolo dalle orde vandaliche di Genserico intorno al 455 d.C., oppure da un alluvione o un maremoto, come quello che distrusse buona parte di Amalfi. Gli abitanti superstiti risalirono l’entroterra e, più tardi, occuparono anche la zona di Àlbori per allontanarsi dalla marina infestata dai predoni turchi.
IX secolo (prima metà), si hanno le prime notizie di insediamenti nella zona di Àlbori.

1324, in un documento viene citato per la prima volta il casale di Àlbori, sorto a 300 metri di altitudine per sfuggire alle incursioni costiere dei Saraceni.
1500 ca., è istituita per regio decreto l’imposta detta “gabella del pane”, in base alla quale nel casale può vendere il pane solo l’appaltatore o persona da lui delegata.
1610, è costituita la parrocchia di Àlbori.

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